Andavo al Massimo


troisi

Lo sfottevo
mentre su un palco
la sua lingua scavava nel vizio
e lo guardavo con l’occhio maggiore
su un fratello eternamente più piccolo.

Sette persone incluse gli addetti
di un futuro prevedibile
testimoni oculari,
qualcuno sbadiglia
perchè conosce a memoria
il destino di un genio
ben oltre il quarto d’ora.

Privilegio raro vederlo riassumere
concetti così banali
ed allergici alla sintesi,
anche un labirinto
in preda alla sua mente
tornava alla luce
come una linea retta.

E adesso mi viene da ridere
mentre lo guardo tradotto in un cognome,
anche la guida si ferma sorridendo
e spiega nel dettaglio
quel che non capivo fino in fondo.