Il presepe avvilente


presepeavvilente

Vestito come uno stronzo
con mia madre a caccia
di passato dentro un cassetto,
sono mio padre
qualche anno prima,
calzolaio per una sera.

E via a scavare nei meandri
di soppalchi
celebri per “Chi l’ha visto”,
sbucano fuori anche parenti,
per qualcuno in terre lontane
a godere di presunti privilegi.

Un freddo polare regista di un Dicembre
mi riversa sulla folla
lapidato da tenerezze materne,
anche il garzone che mi siede accanto
rimedia lucidando a questo improvviso successo.

Si scagliano su scarpe finite per sbaglio
chiodi imbarazzati nel sacco figlio del soppalco
che nuovi a simili torture
implorano un mondo laico
o il diritto di sparire.