Il Tofu oltre l’ostacolo


tofu

Luca è per strada, occhiali poggiati sul naso come lo zaino sulla spalla. Tramonto, le macchine in coda e qualche clacson,
cammina veloce sul marciapiede che lo porta alla stazione. Sta tornando a casa, vuole fare una sorpresa al padre per il suo compleanno,
forse il momento giusto per svelargli la verità. Ha ancora qualche minuto prima che il treno parta, accende una sigaretta e si siede su una panchina.
Nella testa i consigli dei suoi amici, a cui ha confidato le sue intenzioni, si alternano alle probabili reazioni dei suoi genitori.

Come la prenderanno? Cosa diranno in paese? E’ confuso, ascolta un po’ di musica ma finisce per coinvolgere anche le note nelle sue preoccupazioni.
Durante “Atmosphere” dei “Joy Division” pensa alle parole più adatte per affrontare l’argomento, al sorriso spezzato dei suoi mentre racconterà tutto.
Un fermo immagine violento che inizia a vedere ovunque, anche sul tabellone che segnala 5 minuti di ritardo.
Ha ancora 300 secondi per organizzare un vago discorso, poi salirà sul treno e lo aggiusterà con qualche avverbio,
proverà a recitarlo specchiandosi nel finestrino del treno usando la sua mimica facciale come un guanto di velluto.

Delicatezza, ci vuole delicatezza, questa in sintesi la strada consigliata dagli amici, che conoscendo la sua realtà temono che l’onesta possa trasformarsi in tragedia.
Qualcuno l’ha anche invitato ad omettere, troppo scomoda quella verità a brucia pelo dopo anni di apparente normalità.
Tra tutte la voce roca di Matteo: “Ma sei pazzo? Tu sei fuori di testa. Non reggerebbero, ascoltami. Gli rovineresti la vita, se proprio devi dirglielo cerca il momento adatto,
l’attimo in cui l’atmosfera non toccherà i suoi picchi estremi. Diglielo durante il secondo, l’antipasto ed il dolce li eviterei. E soprattutto evita di farlo mentre stanno bevendo,
certe frasi strozzano molto peggio del crudo, sarebbe gravissimo”.

Luca suona il campanello di casa, in lontananza sente la voce della madre, che come sempre si sorprende e chiede lumi al padre.
Mani in faccia, lacrima di commozione, lo abbraccia avvolta dallo stupore. Il padre rimane un metro indietro, fingendo un’indifferenza tradita dagli occhi,
altrettanto emozionati, e da mani in tasca che scalpitano per dargli la solita benevola pacca.
Dal soggiorno un prepotente odore di ragù e la sigla del telegiornale, i 3 percorrono il corridoio che li separa dalla cucina.
E’ il momento giusto, l’attimo di vuoto tra l’entusiasmo dell’arrivo ed i primi secondi di normalità, Luca ne approfitta e richiama l’attenzione.

“Papà, mamma, dovrei dirvi una cosa importante, sedetevi un attimo”. I genitori si girano di scatto allargando il sorriso, il padre mette una mano sulla spalla della moglie e lo spiazza:
“Sappiamo tutto, sei vegetariano”. Luca non dice neanche una parola, il cuore gli batte forte e sembra sbruffare come il ragù in pentola, non sospettava minimamente che loro fossero a conoscenza.
“Sarai sempre nostro figlio, malgrado il tofu”. Lui sviene dall’emozione, con la fronte immersa in un mare di ragù, mentre i suoi ridono come matti.