L’importanza di chiamarsi cappotto


cappotto

Da piccolo
gioco sadico
tradotto in violenza
ma col sorriso
su un terrazzo talmente grande
da scivolare all’infinito.

Da medio nessuna traccia
se non retaggio di qualche mamma
che ci invitava
memore a sua volta
“la cervicale, riparati la testa”.

E venne il tempo di epiche sconfitte,
sei a zero,
tutti a casa a rimboccare le coperte.

Ora è un “Lei” a piovermi addosso,
pronunciato con il labbro a rispetto,
timoroso, intimidito,
val più il mio tessuto che un mio sorriso.

Sono solo, mi regge una giacca,
a darmi lustro l’ipotesi che spenda,
nemmeno uno sconto
perchè non lo merito,
dall’alto di un cappottone
di cui non sentivo l’obbligo.