I migliori night della nostra vita


imigliorinight

Il tappetino di erba sintetica,
uguale ai campi da calcetto,
si scontra con le siepi, vere,
che circondano il “locale”.

Ex night,
quelli che puzzano ancora di “Ms”
e di tagli da centomilalire.
Sirchia e la sua legge hanno posto fine
al permesso di fumare nei locali,
le mura continuano a farlo.
Retate e provvedimenti hanno impedito la prostituzione,
i clienti sono migrati verso altri lidi,
certamente meno cari.

Altro tappetino,
stavolta leopardato,
a fare da pavimento all’ingresso interno,
per un momento rimpiango l’erba sintetica.
Due baristi preoccupantemente scoglionati
dispensano sorrisi più falsi di un cd di De Andrè
che interpreta Marco Carta,
l’enorme specchio alle loro spalle
evidenzia il luccichio dell’immancabile “palla da disco”.

Luccica, luccica, luccica,
tutto luccica e si rabbuia improvvisamente
in questa danza di luci sparate alternate al buio totale.
I prezzi sono da denuncia,
due tristissimi “rustici” tentano di nascondersi
dentro all’orribile ciotola di ceramica,
qualcuno li trova e li mette in bocca.

La musica esplode e limita i discorsi,
per un momento penso che il locale
sia una grossa macchina tamarra ferma ad un semaforo,
con il tipo alla guida dallo sguardo incazzato e dal bicipite altrettanto.
Molti annuiscono,
consci della reciproca impossibilità di ascoltarsi,
mentre ingoiano un vino freddo ed insapore.
Il presentatore della serata indossa scarpe da 41bis
e dispensa battute considerate sputtanate nell’82.
I conti tornano, i clienti no.